MilaNOmafia

L’iniziativa nasce dall’incontro tra la Fondazione Franco Fossati, WOW Spazio fumetto e l’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli.

IL PROGETTO
Obiettivo dell’iniziativa è quello di raccontare al pubblico più giovane la lotta alla Mafia, attraverso il racconto della vita e della morte degli uomini e le donne che hanno detto NO, utilizzando come strumento principale il fumetto. Il percorso si snoda attraverso una mostra, laboratori, viste guidate, incontri e proiezioni.
Un ulteriore scopo del progetto è lanciare la produzione di nuove storie a fumetti che aggiornino quelli esistenti e raccontino le vicende di tante vittime di mafia meno conosciute.

LA MOSTRA
A partire dal 21 marzo, «Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie», presso il Museo si terrà un mostra, a ingresso gratuito, che si protrarrà fino al 5 maggio, Mostra, che attraverso tavole originali, albi e volumi, presenterà come il fumetto ha raccontato le donne e gli uomini che hanno
impegnato la loro vita nella lotta contro la mafia.
La mostra sarà curata da Wow Spazio fumetto e avrà il suo corpus centrale nelle mostre itineranti, “1,10,100… agende rosse .., quale democrazia?” e “1,10,100 … donne e uomini che…”, portate nelle scuole dall’associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli e sarà anche arricchita da una introduzione di carattere storico con materiali provenienti dall’archivio della Fondazione Franco Fossati.

La mostra è suddivisa in 3 sezioni, ognuna presentata da un video.
1,10,100 .., depistaggi ..
1,10,100 .., donne e uomini che ..,
QUESTA volta .. Vinciamo noi !

L’allestimento prevede, oltre ai pannelli con le storie, una serie di frasi distribuite lungo il percorso e una serie di teche che contengono la riproduzione di oggetti che riconducono alle vicende dei protagonisti. 
La terza sezione è dedicata specificatamente ai bambini per raccontare loro, con lo strumento della fiaba, cosa è la mafia e cos’è il fenomeno dell’immigrazione. 

GLI INCONTRI
Per tutta la durata dell’esposizione sono previsti incontri con autori delle storie a fumetti in mostra e con autori di volumi sulla storia della Mafia. Alcuni eventi saranno caratterizzati da una serie di proiezioni gratuite di corti e/o video.

LE PROIEZIONI
Al momento è in fase di studio l’accordo con una sala cinematografica allo scopo di collegare al ciclo di incontri e alla mostra una serie di proiezioni (a pagamento) curate dai volontari dell’associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli, Milano.

Progetto Carcere di Vigevano

 Il progetto prevede l’intervento dei volontari dell’associazione che saranno impegnati in un ciclo di incontri per i detenuti della casa circondariale .

La durata degli appuntamenti con i volontari è di circa un’ora e mezza, massimo due.

Obiettivo è la riflessione sulla modificabilità del proprio percorso di vita che, apparentemente rovinato e negativo, può essere ricostruito e diventare unico e irripetibile grazie alla pazienza nella volontà della ricostruzione ed ai mezzi utilizzati.

L’esempio delle vite dei personaggi vittime di mafia sarà lo spunto per capire come da una morte violenta nasca un messaggio di speranza, memoria imperitura e modelli da imitare.

Obiettivi

  • Diffusione della cultura della legalità.
  • Interrogazione sulle possibilità di contribuire alla lotta alla mafia nel quotidiano.
  • Costruzione di una memoria storica attraverso la presentazione dei fatti e dei personaggi.
  • Riflessione sulla responsabilità individuale.

Srtumenti e Modalità operative 

  1. Ogni intervento ha durata di circa 1,30 minuti o 2 ore.
  2. L’aula dovrà essere fornita di proiettore ed essere sufficientemente capiente.
  3. Verranno richiesti fogli, pennarelli, colla, cartelloni, forbici, stampante, e lavagna.

I contenuti del progetto sono a nostra cura, ma è tuttavia auspicabile operare in sinergia con il corpo docente e gli educatori.

Donne Contro

Il progetto prevede l’intervento di due volontari del Movimento Agende Rosse di Milano, che anticipa la parte teatrale, al fine di presentare, attraverso concetti chiari ed adeguati all’età degli alunni, il fenomeno mafioso e la terminologia ad esso connessa.

Saranno narrate le vicissitudini legate al distacco dall’ambiente mafioso, delle quattro protagoniste dello spettacolo, sotto due punti di vista: uno più attinente al susseguirsi oggettivo dei fatti, l’altro più legato alla sfera personale ed emotiva.

Obiettivi

  • Diffusione della cultura della legalità.
  • Interrogazione sulle possibilità di contribuire alla lotta alla mafia nel quotidiano.
  • Educare al lessico.
  • Costruzione di una memoria storica attraverso la presentazione dei fatti e dei personaggi.

Strumenti e modalità operative

  1. L’intervento ha durata di circa 2 ore e non potrà prevedere la presenza di più di due classi alla volta per un totale di circa 40 alunni.
  2. L’aula dovrà essere fornita di proiettore ed essere sufficientemente capiente.
  3. Verranno richiesti un microfono, connessione internet e lavagna.

1,10,100 ... Canestri

Forse è solo una bella storia, o forse no, ma ci piace immaginare i piccoli Giovanni Falcone e Paolo Borsellino mentre giocano a calcio rincorrendo il pallone con tutte le energie che hanno. Mai avrebbero pensato di trovarsi da grandi uniti ancora nella stessa squadra, nella stessa battaglia, nella stessa tragica sorte. Mai avrebbero nemmeno immaginato di dover vedere dietro le sbarre gli amici che indossavano la stessa maglia e con lo stesso ardore rincorrevano la palla.  Non lo avrebbero mai immaginato, ma è stato così.

Lo sport, come la vita, ha tanti insegnamenti da dare, tutti da apprendere sul campo, sia esso da gioco che la strada, il lavoro, la scuola. Se nello sport l’avversario da battere è comunque un amico, con la criminalità organizzata non vale lo stesso concetto. Vale però l’idea della collaborazione di tutti al fine di segnare anche un solo punto.

Con l’obiettivo di ricreare un’idea in cui, partendo dai cittadini e arrivando ai più stretti collaboratori dello Stato, si possa vincere la lotta alle mafie, abbiamo immaginato un gioco basato sui fondamentali del basket.

Una squadra in campo, un pallone che è la “denuncia” e che se finirà nel canestro, rappresenterà la condanna, la sentenza contro il crimine, la vittoria della legalità. Come arrivarci? Partendo dal cittadino che sarà il primo a lanciare la palla che dovrà, tra gli ostacoli, arrivare ad entrare nel cesto grazie alla collaborazione di tutti i giocatori che impersonificheranno persone comuni, poliziotti, magistrati.

Il gioco si svolgerà alternando le squadre in campo in modo tale che nessuna delle due debba diventare “il cattivo” ma solo fungere da ostacolo ai volenterosi compagni in campo. Terminato il tempo di gioco, i ruoli si invertiranno: il focus sarà il punto segnato, quello contro le mafie, partito dalla denuncia dei cittadini e passato attraverso forze dell’ordine ,magistrati, ma anche insegnanti, giornalisti e sportivi che non hanno assistito indifferenti ma hanno tifato e collaborato per far arrivare quella palla, quella denuncia, al canestro.

Il messaggio trasversale che ne deriva è quello di uno sport in cui le tifoserie non si attaccano, in cui non c’è il valore della prestazione che porta in alcuni casi all’utilizzo di sostanze illecite, ma lo sport con uno sano spirito di competizione in cui il mio avversario è da sconfiggere ma con l’ausilio dei compagni e dell’unità di squadra e soprattutto dell’onestà.